Visualizzazione post con etichetta vaffanculo mi tocca pure volerti bene ed è una cosa che detesto. Mostra tutti i post
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martedì 10 luglio 2012

Anna


Insomma. Arriva il giorno in cui hai 26 anni. Sei cinica. Disprezzi il genere umano. Irridi chi non cammina su tacco 12 con la tua stessa nonchalance. Trovi sempre un commento acido sui look dei passanti. Hai sempre una frase cattiva per tutti. Non senti particolari legami con il posto dove vivi o con quello dove sei nata. E poi, tutto sommato, anche il concetto di amicizia è sopravvalutato... La gente va, la gente viene. Avere gli stessi amici da quando si è bambini è pure un po’ patetico.

Poi arriva un giorno in cui controlli le mail e un brivido ti corre lungo la schiena.

Avevo promesso a tutti, compresa alla diretta interessata, un post per celebrare la mia stilista di torte, la mia Buddy Valastro personale, la mia cake designer preferita. E tutto ciò avveniva circa tre settimane fa. Mettiamoci il caldo, la pigrizia, le millemila cose da fare e una sorta di gara con Mareva e Penny a chi aggiorna di meno, e beh, eccoci qua. Per di più quando mi gira bene sento l’irrefrenabile impulso di scrivere qualcosa di cattivissimo e corrompere tutti affinché lascino commenti pieni di disprezzo.

Sì, perché io conosco Anna dai tempi delle elementari e la nostra amicizia è stata falsata da centinaia di episodi de “La Tata”. Io all’epoca ero innamorata di Maxwell Sheffield. Poi evidentemente devo aver perso per strada il gusto per gli uomini di classe. Il nostro personaggio preferito però era Niles, il maggiordomo acido. E questo ha dato un imprinting unico al nostro rapporto. Non possiamo fare a meno di insultarci, specialmente in pubblico. Tanto che la signora in questione ha sostenuto davanti a tutti i miei amici che non le ho mai detto “ti voglio bene” nemmeno una volta in quasi 20 anni. Non che lei abbia mai manifestato analoghi sentimenti nei miei confronti, comunque..

I grandi difetti di Anna: Anna è praticamente astemia. Quindi la porti nel locale più in della città, dove peraltro hai anche la tua credibilità, arriva il barista che generalmente commenta la tua ordinazione con un “non so come fai a berlo ma te lo porto!”, ordini un martini e vodka, perché diavolo, son già le 18, ci sta tutto!, e lei.. “per me un succo d’arancia”, “Io prenderei un gingerino”.

Una volta l’ho fatta bere. Una. Volta. Quando abbiamo festeggiato la mia patente a suon di insalate di polipo. Ristorante di amici che ogni volta mi portavano il limoncello a fine pasto. Nel senso di una bottiglia di limoncello, ghiacciato. E’ stato uno spettacolo riportarla a casa..
Altro difetto, la vita sentimentale stabile ed equilibrata. E per stabile ed equilibrata intendo l’opposto della mia. Lei se ne sta lì, tranquilla, per ore, ad ascoltarmi inveire contro tizio e contro caio. Ma prevalentemente contro tizio, ogni volta. Da anni. Commenta con: “che storie…” e poi fa una cosa inaspettata. Mi dà un consiglio serio. E mi spiazza perché, accidenti, io voglio solo che mi si dica che “è stato uno stronzo, hai ragione tu a volergli rigare la macchina! Anzi andiamo adesso a rifargli la fiancata!”. E magari anche un “Povera Giulia, sono tutti così cattivi con te” non ci starebbe male..
Anna è il tipo che si preoccupa sinceramente del fatto che non trovi l’uomo giusto. E che non ci passi nemmeno vicina, a dirla tutta. Quindi ti vuole presentare qualcuno. Ma non ti dice, come tutti, che vuole presentarti un suo amico. Ti dice che te ne vuole presentare due. Solo che quello più figo difficilmente verrà alla sua festa del mese prossimo perché è tipo che non mantiene la parola data. A questa affermazione cala il silenzio. Gli sguardi di Clint Eastwood e Gian Maria Volonté. Una balla di fieno che rotola e mia sorella che assiste alla scena. Poi lei: “Cavolo, proprio come quelli che piacciono a te! E’ fatta!”. E’ anche spiritosa, la ragazza! Me li scelgo bene, gli amici.

Sì dà il caso che Anna ed io abbiamo i cognomi in rima. E si dà il caso che nella notte dei tempi ci innamorammo perdutamente e profondamente di due ragazzi che  avevano due cognomi che rimavano. Ci sembrava la quintessenza dello chic. Un segno del destino. Non ci rendevamo conto che le probabilità di un doppio matrimonio rasentassero lo 0,0002%. E purtroppo non ci capiterà più di avere lo stesso nome da sposate. Più che altro perché lei non riuscirà mai a trovare qualcuno che faccia rima con “Reynolds”…

Anna il primo luglio ha dichiarato su fb “Stasera guardo la partita anch’io”. Neanche il tempo di andare a commentare “Ah, ecco cos’è stato!” che lei all’intervallo aveva già aggiunto “Vabbé, smetto perché porto sfiga”.

Anna, al mio compleanno, ha fatto colpo su tutti i presenti, ha giustamente rubato la scena a quella strega della festeggiata, ha fatto battere un paio di colpi al mio cuore di ghiaccio con questa:




 Voglio dire.. a me non importa dove vivrò, non so ancora quale sarà il lavoro della mia vita, non voglio nemmeno sposarmi e tantomeno avere figli. Però ho due certezze. Un giorno avrò una Kelly di Hermès e una Jeep Wrangler.

Ma il dramma è che le avevo chiesto di mandarmi anche le foto della preparazione. Non le pubblico tutte perché non voglio svelare i segreti dello chef..  Solo che così facendo, superata l’onda emozionale della sera stessa e del giorno dopo, quando avevo finalmente ritrovato il mio à-plomb e mi ero ricomposta, controllo le mail, apro l’allegato e sento il famoso brivido lungo la schiena di cui sopra. Per questo:



Al di là della torta, al di là della festa, al di là della stupenda sensazione di essere schifosamente viziata quando soffi le candeline di una torta del genere, rimani impietrita davanti al pensiero di: Quanto. Ci. Ha. Lavorato.?. Mi sono sentita quasi in colpa. Quasi! Il disegno, i calcoli, lo sforzo intellettuale profuso. Avrebbe potuto essere la torta più brutta del mondo e l’avrei adorata. Se poi avesse intossicato tutti i miei amici l’avrei adorata anche di più! Non ho assolutamente parole. E mi sembra incredibile che una persona nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali faccia una cosa del genere per me. Per un' acida stronza. Insomma, nemmeno io avrei lavorato tanto alacremente per me stessa!
Suppongo di dover dire ad Anna, pubblicamente, che forse, potrebbe anche darsi che in fondo in fondo io provi un sentimento quasi positivo nei suoi confronti. Una specie! Mi sta simpatica, diciamo.. Tollero la sua presenza in un raggio di 10 metri. Non faccio roteare gli occhi quando vedo il suo nome sul display del cellulare. Oddio, mi secca scriverlo...Prendo un respiro profondo. Anna, io ti voglio bene. Ora ti prego, allontanati dal computer perché questo messaggio si autodistruggerà tra 10…9…8…7…


Ah. c’è un’ultima cosa! Anna diventerà un chirurgo plastico. E io mi sto pericolosamente avvicinando ai 30. Immaginate che regali mi farà tra qualche anno!!! Botox, filler e punturine! Sarò giovane per sempre!!!!!!!!!