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domenica 27 maggio 2012

Semper Fidelis


Questa settimana dopo ampie riflessioni – e alla soglia dei 26 anni, giovedì – (scusate ma ormai è un automatismo ricordarlo a qualsiasi mio interlocutore) ho finalmente determinato qual è la cosa che più odio al mondo, la cosa che più di tutte mi infastidisce e che non riesco a tollerare.
Non la gente che se ne va in giro con la tuta da ginnastica; non l’incredibilmente diffusa totale incapacità di condurre un'autovettura; non i pessimi musicisti che si credono la reincarnazione di Kurt Cobain, (anche se se la sono giocata fino all’ultimo!); non le sagre paesane che impregnano l’aria della città facendola sembrare una gigantesca, enorme friggitrice.

L’incostanza. L’incostanza delle persone. E’ la cosa che più di tutte mi urta i nervi e, a ben vedere, è quella che sta sempre alla base di delusioni/litigi/rotture.

L’incostanza si manifesta su due livelli. Entro una certa soglia è accettabile e, anzi, quasi desiderabile. In questo senso sono incostante anch’io: vado a mangiare per un mese nello stesso posto tutti i giorni e poi magari non ci vado più per sei mesi; compro due smalti opachi perché mi sembrano molto chic poi li metto due volte ciascuno, mi stufo,e uso solo colori accesi e brillanti; quando trovo una canzone che mi piace la ascolto 15 volte di fila e poi cambio disco; a volte sono qui tutti i giorni a leggere quello che scrivono gli altri blogger e altre, come in quest’ultimo periodo, non aggiorno per quindici giorni e anzi, nemmeno accendo il computer per quattro. [era un sottile modo per scusarmi, n.d.r.]
Del resto solo gli idioti non cambiano mai idea, se la gente non cambiasse mai, sai che noia, e bla e bla e bla.
Poi però c’è un secondo livello molto più fastidioso e disturbante. Un totale cambiamento di atteggiamento, di comportamento, di abitudini, che fanno sì che una persona ne diventi di colpo un’altra.
Avendo vissuto vari anni lontana da casa, mi è spesso capitato di non vedere alcune amiche per lunghi periodi. E continua a capitarmi, in realtà, perché le mie più care amiche vivono per la maggior parte sparse in giro per il mondo. Eppure, anche se non ci si vede da anni, anche se ci si sente solo un paio di volte all’anno, in un qualche modo che non saprei spiegare, sai di ritrovare esattamente quello che hai lasciato.
Proprio in questi giorni ho rivisto una mia “vecchia” amica dei lontani tempi della terza media. Negli ultimi anni siamo diventate come le vecchiette che si incontrano solo a matrimoni e funerali. Noi, per il momento, ci vediamo solo per avvenimenti come lauree e compleanni, e in più abbiamo un tradizionale aperitivo annuale che casualmente cade sempre a maggio. Beh, posso dire che nel corso degli anni siamo indubbiamente cresciute, e meno male!, abbiamo definito i nostri interessi, abbiamo rivoluzionato i nostri look più di una volta, una delle due ha anche cambiato colore di capelli e di certo non sono io, però l’essenza nostra e della nostra amicizia non cambia. Prendere un aperitivo con lei è come andare a mangiare da Mc Donald’s quando sei in un paese straniero, vai sul sicuro e non rischi avvelenamenti da strampalati e dubbi cibi locali.

Altre volte invece accade l’esatto contrario, ovvero persone che magari frequenti anche quotidianamente che all’improvviso cambiano rotta senza usare la freccia. Passano dallo scriverti tutti i giorni allo sparire. Dal tenerti ore al telefono a parlare di tutto, ma soprattutto di niente, al risponderti a monosillabi, se non scortesemente. Ripropongono schemi che tanto hanno criticato in altre persone senza nemmeno accorgersene. Trascurano gli amici, si sentono improvvisamente fighissimi o comunque sufficientemente fighi per dare lezioni di vita a tutti e, nella fattispecie, a te.
A te. A te che malgrado qualche colpo di testa, vedi smalti opachi, potresti farti tatuare Semper Fidelis sul braccio. A te che come tutti quanti cambi, evolvi, ma in fondo rimani sempre la stessa persona di sempre. Senza spiazzare chi ti circonda. Semper Fidelis, come un piccolo marine. Non molli la postazione e, soprattutto, non lasci indietro nessuno uomo. Amici una volta, amici per sempre, se dipendesse esclusivamente da te.

A volte mi dico che avrei dovuto fare la carriera militare, non fosse per il piccolo dettaglio di tutta quell’attività fisica che mi avrebbe uccisa sul colpo...

lunedì 7 maggio 2012

13h09 - Stalkers get stalkered while stalking


Tutti hanno un talento.
Alcuni dipingono. Altri eccellono in uno sport. Qualcuno fa complessi calcoli a mente. Ci sono ragazze bellissime che sfilano come dee. Uomini che più che talento musicale, hanno un dono.
In mancanza di tutto ciò suppongo si possa considerare "talento" anche solo il rendersi conto dei propri limiti e quindi evitare di spacciarsi per modella se decisamente non se ne hanno le fattezze o di esibirsi in pubblico se si è più stonati di una campana amica del Gobbo di Notre Dame. Le orecchie ringrazieranno.

Il mio talento è lo stalking.
Ovviamente non sto parlando di vero stalking, di tipi strani appostati in auto sotto alle tue finestre,  di ex ingombranti o  colleghi molesti.
Io parlo di quello che definirei soft-stalking, l’arte assoluta. Arte che seconde me, poi, è prettamente femminile. L’uomo magari ha lo scatto, il raptus, l’arrabbiatura fulminante, ma la donna ha costanza, perseveranza e una predisposizione mentale al''ossessivo compulsivo che non ha eguali. Tutte cose che la rendono decisamente più pericolosa..
Quali sono le doti del bravo stalker? Innanzitutto, una mentalità scientifica. E poi un briciolo di creatività perché come dico sempre, noi stalker siamo artisti! Mettiamoci dentro anche una punta di fiuto investigativo, che ci sta sempre bene, e tanto, tanto intuito.
In più, contrariamente alla credenza comune, che attribuisce le nostre piccole manie di persecuzione ad una certa abbondanza di tempo libero, le attività di stalking fanno perdere molto meno tempo di qualsiasi altro hobby o passatempo.  Del resto al giorno d’oggi, grazie ad internet ed ai suoi ritrovati, "fare ricerca" è diventato molto più semplice. Tutto, o quasi tutto, è alla portata di tutti. Certo, come ho detto prima, bisogna saper lavorare ed io, modestamente, devo avere una predisposiziona naturale! Le mie doti vengono peraltro ampiamente riconosciute dalla comunità, per cui non è infrequente che riceva sms del tipo: “Ho un nome da farti controllare. Poi te lo mando.” Oppure che torni a casa da un aperitivo con un pizzino pieno di nomi di squinzie (o presunte tali) sulle quali bisogna documentarsi. Diciamocelo, grazie a facebook&Co si possono estrapolare dati ed informazioni potenzialmente su chiunque. Nessun profilo blindato è al sicuro. Ci sarà sempre qualche amico esibizionista dal profilo aperto, ci saranno sempre foto in comune, commenti ecc.. Di clic in clic arrivi ovunque. Poi chiaramente ci sono anche motori di ricerca migliori di altri, siti particolari da cui attingere, ma non vi svelerò tutti i trucchi del mestiere! Vi basti sapere che avevo preso di mira una persona. Per ottimi e validi motivi. Beh, più o meno.. Ma era una cosa così, in simpatia. Volevo.. saperne di più! Ho trovato, sempre nella legalità più ampia, senza dover hackerare sistemi o altro, così, spiaggiati tranquillamente su Google, il suo curriculum, i suoi studi (dalle elementari fino all’università), le varie esperienze lavorative, indirizzo di casa, nomi dei migliori amici e relative posizioni lavorative, occupazione e recapiti di entrambi i genitori, numero di cellulare di fratellame e sorellame vario ed eventuale. Per ogni membro della sua famiglia, volendo, una foto. Inutile dire che non ho mai usato niente. Qualche goliardata l’avrei anche fatta ma sono troppo pigra per passare all’azione.
Oppure. Una mia amica ce l’aveva con la fidanzata di uno con cui non era nemmeno mai uscita. Mi sembrava assolutamente legittimo. Ho tirato fuori dal cilindro telematico perfino il numero di cellulare della madre di lei. Ci avrebbe permesso di fare un grandioso scherzo telefonico ma invece niente. Zero. Nada. Due rammollite.. Comunque mi sono tenuta l’indirizzo del posto dove lavorava il suo ex, che era un gran figo! Non si sa mai.. è sempre bene avere qualcosa in archivio!!

C’è un solo piccolo hic.. Crea dipendenza. Ci sono stati periodi in cui ho pensato di essere finita nella spirale dello spionaggio privato. Momenti in cui mi sentivo borderline. Attimi in cui la polizia postale era il mio nemico numero 1. 
Riuscire nell’opera di dossieraggio ti dà una profonda soddisfazione. Ed è anche divertente. E la reazione “Mi fai paura!” delle amiche ti inorgoglisce parecchio. Però a parte i frizzi e i lazzi onestamente a volte ti fai paura. C’è questo lato inquietante, questa zona oscura nel cervello femminile che facilita la memorizzazione di nomi, facce, orari e targhe automoblistiche. E che ti fissa su un target facendoti entrare in una vera e propria spirale psicotica. In fondo tutti gli alcolizzati hanno iniziato con uno spriz. Tutti i giocatori d’azzardo hanno iniziato con una schedina del Totocalcio. Tu hai iniziato con una googlata. E un giorno ti rendi conto di avere forse un problema. Tipo quando vedi una persona in un posto ad un’ora e poi noti che tendi a passare a quella stessa ora, in quello stesso posto, per  verificare i tuoi dati. Avete indovinato? Non era l’una. Non era una generica una e un quarto. Non era una banale una e mezza! Erano le “tredici-e-zero-nove”, per dirla come i marines. Le 13h09. E per carità, ora segnata sul display della mia auto, per cui occhio a non andare in città con l’altra macchina! Ti rendi conto solo un filo dopo della enorme stupidità della cosa.
Una mia carissima amica, ancora fuori di sé per via di uno con cui era finita ormai 8 mesi prima, se capitava l’occasione, passava sotto casa sua e valutava l’apertura o meno delle serrande, l’accensione o meno della luce in rapporto all’orario.. in rapporto alle stesse abitudini.. in quello stesso orario.. nel periodo in cui si frequentavano! “A quell’ora di solito era sempre a casa! Perché adesso invece ha le serrande chiuse?!? Che starà facendo?” E giù di ipotetici scenari fantascientifici.

Questi due avvenimenti mi hanno convinta che era giunto il momento di smettere (o di crescere?), perché visto dall'esterno lo stalking non è più un'arte affascinante. E' semi-follia.
Ora mi sento come un ex agente della CIA. A riposo, ma in latenza, sempre pronto all’azione. Lavoro sporadicamente su commissione di qualche amica. Utilizzo il mio duro addestramento e la mia pluriennale esperienza per scopi umanitari, diciamo. Faccio del bene attorno a me.
Ogni tanto però ho nostalgia dei vecchi tempi in cui avevo licenza di uccidere. Perché poi l’ironia della sorte è che alle tue “vittime” ti affezioni. Le conosci. Conosci le loro famiglie. Ogni tanto fai un giro a vedere come stanno, cosa fanno, così, per ricordare i vecchi tempi!

Ve l’ho detto.. è una spirale di follia.



martedì 20 marzo 2012

Friendzone


Prima di iniziare, un sentito ringraziamento a chi cura i palinsesti di Mtv perché nel corso degli anni mi hanno insegnato che qualsiasi sfigato che suona nella banda del liceo può diventare un ballerino di breakdance e qualunque cessa di proporzioni cosmiche può diventare una reginetta di bellezza... Mi hanno spinta tra le braccia di gente con cui non ho nulla da spartire in base ad una presunta affinità tra i nostri nomi (ricordo in particolare un fantasmagorico quanto falso 98%). Mi hanno fatto del terrorismo psicologico sul rimanere incinta e le sue nefande conseguenze. Mi hanno fatto capire che organizzare una festa di compleanno, che sia per i 16 anni o per qualsiasi altra età, può portare all’esaurimento nervoso. Questo in realtà lo sapevo già di mio…

Oggi volevo parlare di tutt’altro. Ho in canna un sacco di argomenti più o meno seri (più meno che più!) però… però ieri pomeriggio ho visto Friendzone – Amici o Fidanzati? Bella domanda tra l'altro! In pratica gente che si è innamorata di un amico o di un'amica e ci tiene a rovinare tutto dichiarandosi. Non so se è una mia precomprensione ma quando lo vedo vorrei tanto essere lì dietro l’angolo, tappare la bocca al malcapitato di turno e trascinarlo via prima che possa fare danni.
Avete un amico/amica a cui tenete? Provate qualcosa per lui/lei e volete dichiararvi? Just... don’t!
Vedete io ho poche semplici regole di vita: “mai con un interista”, “accetto proposte di matrimonio solo se corredate da un anello di Tiffany” e soprattutto “mai con un amico”! Okay okay okay, prima che le amiche insorgano (due di voi, in particolare!) ammetto che forse potrei eventualmente aver sgarrato una volta o due.. Però voi che siete state testimoni potreste segnalare il fatto che non è che avessi molta altra scelta.. è stato più che altro per... educazione, inizialmente!
Il fatto è che ultimamente vanno molto di moda questi ibridi sentimentali tipo “relazioni aperte”, “friends with benefits”… Dovrebbero semplificare le cose invece sono deleteri! Mettiamola così, “Friends with Benefits” è un ottimo album ma un concetto scadente!
In un impeto di arroganza da 24enne avevo finalmente determinato che ciò su cui si basano le relazioni è il binomio accordi&aspettative. Se tu trovi un buon accordo con una persona amica, che ti conosce, e fissi immediatamente dei paletti, dovresti giocare in casa e azzerare i rischi. Beh, balle! Con l’arroganza delle 25enni posso dire che sono balle! Non c’è accordo che tenga, non c’è contratto che preveda tutte le eventualità. Ero stata tanto chiara e puntigliosa da indurre qualcuno a prendermi in giro con un “vuoi che ci stringiamo la mano per sugellare l’accordo?” Io avevo dato un’occhiata all’orologio e avevo prontamente risposto che mi chiedevo se per caso ci fosse ancora qualche notaio aperto a quell’ora in modo da far autenticare il tutto. Però il piano fallì miserissimamente. Non c’è accordo possibile tra le parti. Ci sono sempre delle variabili, delle incognite. Non puoi razionalizzare ciò che per definizione sfugge a qualsiasi legge razionale. E anche se metti a tacere le aspettative, uno dei due se le creerà sempre. Anzi, peggio! Perché sapete, un conto è farsi coglionare da un tizio conosciuto in un bar, di cui te ne può importare molto relativamente, un conto è farsi coglionare da una persona che consideri amica..
Ma a prescindere.. e se un giorno volessi tentare di recuperare, di riportare le cose ad un livello di pura amicizia? Sarebbe ormai troppo tardi. Alcuni argomenti (tipo eventuali frequentazioni successive) saranno off-limits, le battute a doppio senso, di cui sei regina, saranno da censurare, perché potrebbe intenderle come un tentativo di rekindle, perdi la libertà di scrivergli quando vuoi perché devi stare attenta agli orari e alla frequenza con cui ti fai viva perché, specie se il soggetto tende all’egocentrismo, potrebbe farsi strane idee. Idee che non ti sfiorano lontanamente...
Una volta ero meno estremista.. pensavo dipendesse dall'entità e dalla durata dell'amicizia! Certo, l'amico che conosci dalle elementari è off limits quanto un fratello ma pensavo che entro i due anni ci fosse ancora campo. Balle! Meglio lasciar perdere!!!
Eccessiva dite? Forse. Troppo dura? Già.. Di sicuro ci saranno un sacco di coppie che da amici diventano ottimi fidanzati! Tanti che dopo un avvicinamento tornano ad essere amici!

So solo che non avrei mai permesso ad una mia qualsiasi frequentazione di interferire con le mie amicizie.
So solo che se potessi tornare indietro rispedirei al mittente uno stupido bacio, per quanto cinematografico, e mi riprenderei il mio amico indietro.
Anche se le due stronzette di cui sopra si sono divertite un sacco quella volta...