giovedì 29 dicembre 2011

It's a jungle out there


Anche quest’anno siamo sopravvissuti alle feste di Natale.
O almeno.. si suppone che, se state leggendo, siate sopravvissuti! Sempre che non lo facciate tramite Whoopi Goldberg, il che potrebbe avere risvolti imprevedibili e piuttosto interessanti.
In ogni caso quest’anno le feste, che si annunciavano sottotono crisi oblige, sono state impegnative come al solito. Anzi forse dopo aver passato un anno a risparmiare e a farsi prospettare un 2012 di miseria globale la gente ha deciso di darsi alle pazze gioie! Avete presente com’erano i negozi  nei giorni prima di Natale? Una giungla!
Tu ignara prendi la macchina, entri nel parcheggio del centro commerciale, non nascondendo un certo autocompiacimento per non esserti ridotta alla Vigilia come tutti gli altri anni, e subito capisci che niente andrà come nei tuoi piani. Immaginavi uno shopping tranquillo, negozi semi deserti con commesse sorridenti sotto ai loro berretti da Babbo Natale, la libertà di poter dare un’occhiata, riflettere a qual è il regalo più giusto per chi, e magari, se hai tempo, di prendere un bel caffè all’amaretto con panna e amarettini in quel coffee house che ti piace tanto. Aggiungiamo anche canti natalizi in sottofondo e famiglie felici con bambini belli e beneducati che escono dai negozi di giocattoli? Aggiungiamo, non ci costa niente.
Invece entri nel parcheggio e ti si parano davanti scene raccapriccianti. Macchine impazzite di cui i conducenti evidentemente hanno perso il controllo ore prima, gente che urla, che litiga, colpi di clacson.. Hai un attimo di disattenzione dovuta alle scene di violenza che ti si parano davanti e di colpo una macchina esce da non si sa dove e per poco non ti rifà la fiancata. A quel punto scappi per portare  in salvo la carrozzeria e trovi miracolosamente un posto, strettissimo, talmente lontano dall’entrata che avresti fatto prima a venire a piedi da casa tua. Ti avvii all’entrata e ti insospettisci nel vedere Caronte davante alle porte scorrevoli. La gente ovviamente, dopo l’esperienza del parcheggio entra già incazzata nera. Li vedi proprio, scuri in volto. Un po’ forse anche perché devono ancora comprare regali e fare la spesa per gente che detestano, tipo suocere o cognate.
Abbandoni ormai il progetto di “un giro di shopping” per il più realistico “piano operativo-strategico militare brevettato dai Navy Seals”. Fortunatamente nell’organizzazione di raid acquisterecci non ti batte nessuno.. una volta ho fatto il giro di 4 negozi di vestiti in 7 minuti e mezzo! Dovevo solo dare un’occhiata a novità ed eventuali saldi.. però lo stesso, massimo rispetto a me! Cominci allora a pensare al percorso che devi fare per vedere le cose di cui hai bisogno: reparto hi-tech: macchine fotografiche, lettori mp3, varie ed eventuali vicino alle casse; profumeria: confezioni regalo, trucchi e prodotti indispensabili per la sottoscritta per poter essere vagamente presentabile alle varie cene, più varie ed eventuali alle vicino alle casse; libreria: libri fotografici, di cucina, romanzi tipo Kinsella o Weisberger, più varie eventuali novità vicini alle casse. Sapete, ho letto che nei negozi non dispongono la roba a caso. Vicino alle casse generalmente mettono stupidaggini galattiche per far presa sui bambini, tipo come fanno con gli ovetti Kinder. Mi sembra che funzioni in pieno!;-)
Detta così sembra quasi facile ma il percorso è pieno di insidie. Gente che cammina a velocità da podista e per poco non ti travolge, gente che invece cammina a passo da lumaca e ostruisce tutti i reparti, bambini che urlano, fanno i capricci, emettono indistinti suoni di chiaro carattere lamentoso, corrono per finire sempre a schiantarsi contro le tue gambe e di sottofondo continua ad esserci questa stupida musica natalizia che, se all’inizio ti predisponeva all’acquisto di regali e all'amore verso il prossimo, adesso ti irrita da morire e potrebbe portarti a compiere una strage. E Dio non voglia che tu sia indecisa e abbia bisogno di un consiglio... Dimenticate commesse e venditori. Sono pochi e ogni tanto ne vedi qualcuno correre qua e là alla velocità di Edward Cullen. Se incroci il loro sguardo vedrai che negli occhi hanno i cerchi concentrici di Sir Biss. Perché se tu non ce la fai più dopo un’ora, un’ora e mezza, pensa a fare un turno intero! Con i due che andavano a passo di lumaca che ti chiedono le caratteristiche di un computer!!!
Alla fine esci, distrutta. E devi ancora fare la spesa. E si sa che nei supermercati è peggio che nei negozi, forse per l’alta concentrazione di popolazione femminile. L’idea ovviamente non ti sorride. Non ti sorride affatto. Sei ancora spaventata dall’isteria e dall’aggressività che sembrano aver contagiato tutti all’interno di quel centro commerciale proprio come fecero con Jack Nicholson nell’albergo di Shining. Avrai bisogno di un piano tattico molto più raffinato per la spesa. Ma tanto hai tempo per pensarci, la macchina è parcheggiata a 2 km di distanza!

mercoledì 21 dicembre 2011

Quoting quotes



Did you see that shirt Ivy is wearing? I wouldn't use that shirt as a rag to scrub my own bathtub!




                                                                                

                                                   Naomi Clark


Giusto per rendere l'idea...:)

lunedì 19 dicembre 2011

Style Crush: Naomi Clark





Alzi la mano chi non è cresciuto con Beverly Hills 90210 in sottofondo! La mia preferita era Kelly, guardacaso la bionda, ed ero innamorata di Dylan, prova che avevo buon gusto fin da piccola! Se volete sentirvi improvvisamente vecchi guardate qualche replica delle prime stagioni, esaminate i vestiti dei protagonisti e sappiatemi raccontare! E’ stato un vero e proprio shock per la sottoscritta!!! Insomma erano tutti così alla moda… vent’anni fa! E’ incredibile che sia passato così tanto tempo! Dopo aver preso atto di questa triste realtà ho cercato di compensare e di sentirmi giovane proponendovi lo stile di Naomi Clark di 90210, lo spin-off del mitico Beverly Hills.
Mi raccomando, da prendere con le pinze perché gli abiti che lei usa tranquillamente per andare a scuola spesso non sarebbero proponibili neanche per una serata in disocteca ma tant’è, mi piace comunque lo stile super trendy dei suoi outfit visti nell’insieme, e anche in questo caso, bisogna considerare un vero e proprio valore aggiunto anche lo stile del personaggio, essenzialmente una ricca viziata snob che naturalmente in fondo in fondo ha un cuore d’oro e che in uno slancio di democrazia finisce perfino per innamorarsi di uno sfigato! Ecco beh a dir la verità questa parte non mi è piaciuta tanto…


 In ogni caso penso che oltre ad ispirarci un pochino per quanto riguarda l’abbigliamento, potremmo tutte imparare qualcosa da lei. Forse non saremo ricche, forse non saremo viziate ma… possiamo essere snob. Anzi dovremmo proprio.
Anzi facciamolo sul serio. Impegniamoci tutti a dire ogni giorno almeno una frase sprezzante nei onfronti chessò, della ex del nostro fidanzato, della fidanzata del nostro ex, dell’amica sciattona o anche solo di quella incolpevole passante che di striscio ci ricorda il tipo di ragazza che potrebbe eventualmente piacere a uno che ci piaceva tempo addietro! Una frase al giorno. Si può fare… Una cattiveria al giorno toglie l’ulcera di torno! Almeno spero!

giovedì 15 dicembre 2011

These boots are made for walking


Nella top ten delle frasi più odiose che mi è capitato di sentire ce n’è una che ricopre un ruolo tutto speciale nel mio cuore. “Credo di non averti mai vista vestita casual.. Forse al massimo una volta ti ho visto con le ballerine..” Sembra innocua, vero? Esatto! Ed è proprio così che ti frega. Perché sul momento non ti rendi conto del mondo che sta dietro ad un’affermazione di questo tipo.
La frase in questione fu pronunciata da un ragazzo che ha messo a dura prova il mio sistema nervoso per tutto il periodo in cui ci siamo frequentati e che tra l’altro ricopre ben più di una posizione in questa mia personale classifica. Ed è anche uno che potrebbe stare solo che zitto in materia di stile, se capite cosa intendo!
In ogni caso, come dicevo, sul momento non ci diedi neanche troppo peso perché all’epoca dei fatti eravamo amici già da un po’ e l’osservazione non mi sembrò odiosa e antipatica come poi sarebbero state altre sue uscite in situazioni strategiche ben differenti. Però, riflettendoci ormai a mesi di distanza, il mio interrogativo è questo: da quando chi cerca di vestirsi bene è discriminato? Cosa accidenti è successo? Perché di colpo la gente pretende di dare esami universitari in bermuda e infradito? Perché gli uomini amano le ragazze con le braccia tatuate anziché quelle che camminano sui tacchi alti? Il mondo sta decisamente girando al contrario… Insomma, da che mondo è mondo la regola è una sola: chi si veste bene ha il diritto di prendere in giro chi si veste male. Mark e Amanda sfottono Betty Suarez. Le divine fanno di Patty un’emarginata sociale. E’ giustizia, baby!  Non ho intenzione di mettermi sulla difensiva perché colleziono scarpe, leggo Vogue america e vado dal parrucchiere regolarmente! Anche perché poi… mica giro in Valentino Haute Couture per andare a comprare il pane! Il livello è particolarmente basso oggigiorno..
Io amo le scarpe con i tacchi alti. Mi piacciono, ci sto comoda, ci cammino meglio (e le amiche possono testimoniarlo!) E la diciamo tutta? Pur essendo alta 1,71 senza i tacchi mi sento nana, okay? Questo particolare dettaglio magari non poteva di certo essere compreso da uno che ha l’abitudine di uscire con ragazze abbastanza basse da poter tranquillamente essere lasciate nell’area bimbi IKEA prima di un giro di shopping ma.. è un problema suo! Non si è dovuta scusare Lady Gaga per un vestito interamente fatto di carne, mi devo scusare io per un paio di décolletés? Devo strisciare lungo i muri perché ho il vizio di depilarmi?
Eppure il sottointeso è che la moda sia una cosa superficiale e quindi, per la proprietà inversa, chi si veste come uno straccione non può che godere di una caratura morale eccezionale. Chi invece si cura e segue la moda è automaticamente confinato ad occuparsi solo di quello.. come un lobotomizzato più o meno! La sciatteria è segno di impegno politico. La pezzentaggine.. nuova frontiera del sociale! E invece no! Chi si veste male danneggia la società. Mi inquina il panorama, mi rovina la giornata e mi fa anche venire in mente brutti ricordi! Sto per abbonarmi a InStyle americano ma ho letto tutto Chateaubriand. Certo, non ho bucherellato la mia faccia per infilarci ferraglia varia, e questo per alcuni è senz'altro un limite, ma potrei fare un comizio su come bisognerebbe mettere in atto politiche sociali più eque o sulle differenze tra il sistema giudiziario americano e quello italiano. Vai a una festa di compleanno mettendo una vecchia felpa infeltrita presa a prestito? Pensi forse di meritare un applauso? Ti senti superiore a noi che ci vestiamo in modo consono? Beh, non sei un’anticonformista.  E non hai neanche una coscienza politica superiore. E non sei nemmeno un’intellettuale.

 Sei solo una sciattona.

martedì 13 dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

Blonde rebellion




Per la serie mal comune mezzo gaudio, non sono l'unica bionda nevrotica in giro a piede libero... L'ho vista e mi sono subito identificata!;-)



lunedì 5 dicembre 2011

Quoting quotes

Rockstars care about 2 things. Themselves and their hair!

                                                   -Lisa Malone-



E a volte neanche dei capelli, di tutta evidenza...

sabato 3 dicembre 2011

 
Il post precedente suonava familiare? Beh probabilmente sì, perché passare ore, se non giornate, ad aspettare messaggi e chiamate che nel 70% dei casi non arriveranno mai è uno di quei riti di passaggio che da ragazzina fiduciosa nel mondo e nei suoi abitanti di colpo ti traforma in una donna amara che profuma di Burberry e sigaretta.
Sul perché gli uomini abbiano questa tendenza a snobbare le telecomunicazioni in precisi momenti in cui un innocuo messaggio sarebbe richiesto dalle più basilari norme di coesistenza pacifica nella società civile c’è il mistero più totale. Voci non confermate fanno sapere che Roberto Giacobbo e il suo team di esperti ci stanno lavorando proprio in questi giorni.
Che poi… non chiediamo mica tanto! Un “Ciao! Come va?”, essendo un implicito riconoscimento della nostra esistenza in vita, sarebbe già sufficiente a farci innamorare o quasi. Un “Come stai?”, palese interesse proprio per la nostra persona anziché vago accenno allo svolgimento degli eventi planetari, farebbe scendere una lacrima di commozione alle single più militanti. Invece niente, nada, zero. Ma non è per cattiveria… E’ che noi siamo chiaramente progettate per il multitasking e secondo  me nel prototipo originale avevamo pure un paio di braccia in più tipo la mamma polipo dell’Air Wick. L’uomo invece è definitivamente mono-tasking... e quelli che frequento io, sinceramente, spesso neanche quello. No, è che magari si alzano la mattina con in testa “La chiamo la chiamo la chiamo” ma poi all’improvviso qualcosa li distrae e il monopensiero diventa “carrello dei gelati carrello dei gelati carrello dei gelati” oppure “però, quanto sarebbe bello avere una scimmia che mi batte i piatti sulla spalla mentre io suono la chitarra! Mmmhhh... Scimmia ammaestrata, scimmia ammaestrata, scimmia ammaestrata...” e quindi la nostra telefonata precipita rovinosamente e inesorabilmente verso  l'ultima posizione della loro agenda setting cerebrale.
Ma soprattutto probabilmente la differenza è questa. Noi donne siamo molto attente al dettaglio e attribuiamo valore a cose che gli uomini non calcolerebbero nemmeno di striscio. Per un uomo una ragazza sarà “bella” o “brutta”. Per noi invece è “mah, guarda, di fisico anche carina, tutto sommato, ma di faccia... sembra Mickey Rourke giovane. Ha le doppie punte, un millimetro e mezzo di ricrescita, un tono di rossetto che buttava troppo sull’arancione e le scarpe.. hai visto anche tu che aveva le scarpe graffiate?!?”
Allo stesso modo per un uomo perdere un oggetto sarà solo una seccatura, per noi è un piccolo lutto! A volte anche un dramma di proporzioni epiche a ben pensarci... Un braccialetto per noi non è un braccialetto... per noi è una manifestazione concreta di una proiezione astratta e omnicomprensiva che racchiude in sè il volto della persona che ce l’ha regalato, il momento, l’occasione, le persone presenti, la musica che stavano suonando durante la serata, tutto ciò che abbiamo mangiato e bevuto e probabilmente un piccolo appunto sull'abbigliamento di tutti i presenti! Figuriamoci l’importanza che avranno per noi poche parole in un messaggio o anche solo il vedere il suo nome sul display... un’importanza che dall’altra parte della barricata non saranno mai in grado di cogliere.
E sapete? In tutto ciò il dramma è che se anche si facessero vivi nei tempi e nei modi giusti, se anche ti mandassero il messaggio più carino del mondo, tu non potresti comunque abbassare la guardia perché difficilmente per lui avrà lo stesso significato che ha per te. Perché, magari, nel momento esatto dell’invio gli è tornato in mente che dopotutto l’idea della scimmietta ammaestrata non era affatto male!

lunedì 28 novembre 2011

Just like Blondie would say... Call me!



Forse non ha campo... O forse non ho campo io! Aspetta, spengo e riaccendo il telefono. Magari non gli funziona il cellulare oggi. O ha esaurito il credito. O si è arruolato nella legione straniera. No questo è già un pochino più improbabile.
Potrei non aver ricevuto il suo messaggio. Potrebbe non aver ricevuto il mio messaggio. Potrei rimandarglielo. Però se poi l’ha ricevuto e glielo rimando che figura ci faccio? Ecco, appunto. Però se l’ha ricevuto perché non risponde, accidenti a lui? Lo odio! Quale, nel mondo,  potrebbe essere una ragione abbastanza valida per non rispondere? Mmh quasi quasi lo rimando. Potrebbe essere il mio cellulare che non funziona. A volte succede. Potrebbe anche essere il suo che  lo riceve due volte. A volte succede di riceverlo due volte. A me succede di ricevere un messaggio due volte. Sì lo rimando. No, forse è inutile. Magari sta lavorando. Sì però voglio dire… non è certo un fisico nucleare. 30 secondi per mandare un messaggio li trovi sempre. Lui stesso spesso li trova. Facciamo così, aspetto fino alle 17h che poi è l’ora in cui smette di lavorare e si avvia alla macchina… a quel punto di sicuro ha avuto il tempo di rispondere.. o almeno di leggere il messaggio.  Accidenti a lui! E accidenti a me quando mi è venuto in mente di avere una seppur minima interazione sociale con lui. Mi sento frustrata. E umiliata. E pazza. E soprattutto idiota. E odio sentirmi idiota. Per un idiota, poi! Beh riflettendoci ci dev’essere sicuramente un buon motivo se non si fa vivo. Insomma, voglio dire.. non è il tipo cha sparisce. O forse sì? No. Guarda, secondo me va al di là della mia comprensione ma sicuramente una spiegazione c'è. Forse un campo elettromagnetico. O un rapimento alieno. O forse è morto. Ecco beh se fosse morto sarebbe una scusa accettabile in effetti... Per quanto...



                                                                                                                               (continua...)

mercoledì 23 novembre 2011

Get this party started



Nella vita di uno studente universitario i periodi più stressanti ed impegnativi dell'intero anno accademico coincidono con le sessioni di laurea. O almeno... questo vale per gli studenti con una vita sociale, cosa che non è il caso di tutti, riflettendoci! E qui taccio e evito di fare nomi.. Comunque, nel mio caso, pur essendo ormai una ex universitaria da un pò, è stata una settimana stancante, fatta di scelte di outfit, molteplici cambi d'abito nel corso della giornata, dilaniante permanenza su tacchi vertiginosi (salvo poi pentirsi a posteriori di aver ceduto alle ballerine ad un certo punto della serata..), trucco, parrucco e il tutto per venire il solito cesso nelle foto e non conoscere mai un ragazzo papabile... Che ci volete fare, c'est la vie!
Ora però un doveroso tributo ad uno dei miei laureati preferiti di tutti i tempi a cui sarò sempre, eternamente, riconoscente di avermi portato a conoscenza di questo piccolo cult!!!;-)


lunedì 21 novembre 2011

It's alright, ma. I'm only bleeding



Cosa c’è di più irritante del bambino scalmanato che al ristorante o al supermercato non smette di piagnucolare/urlare a intermittenza/correre ovunque? Sua madre! Intanto perché evidentemente anche un branco di lupi selvatici avrebbero svolto una missione educativa più efficace della sua.. e poi perché contrariamente alla credenza comune che le vorrebbero dolci e amorevoli, le neo e future mammine tendono spesso ad essere creature acide, egocentriche, isteriche e prepotenti. Sì, prepotenti, quasi come se il fatto di aver portato avanti la specie conferisse loro un particolare statuto di immunità dalle norme di coesistenza sociale. Quasi come se dovessimo loro medaglie al valore e pubblici riconoscimenti. Insomma, sono d'accordissimo sul lasciare il posto a sedere ad una donna incinta. Farla passare avanti nella fila? Già fatto. Avere un minimo di tolleranza per gli evidenti problemi logistici di chi porta a spasso prole numerosa? Okay. Lasciar loro parcheggi larghissimi che noi, abituati a parcheggiare auto larghe 2 metri e 50 in parcheggi da 2 metri e 49, possiamo solo sognare? Mal tollerato ma... d'accordo!  Però.. Donna incinta che sei davanti a me in posta, posta nella quale ho già speso 45 tra i più improduttivi minuti della mia esistenza, e che chiacchieri con una altra donna fresca di congedo di maternità: perché, perché devi condividere con tutti noi astanti i dettagli più personali della tua vita? Ti assicuro che la frequanza con la quale vai in bagno non mi interessava in passato, non mi interessa ora e verosimilmente non mi interesserà fino alla fine dei miei giorni! Avere un minimo, non dico di educazione, ma di pietà nei nostri confronti? E poi a dirla tutta.. perché quando si è incinte ci si deve vestire in questo modo? Felpe infeltrite, pantaloni slandronati, accostamenti improbabili.. Sei incinta ma dai fastidio alla vista! Avete presente Heidi Klum? Avete presente com'era favolosa ad ogni singola gravidanza? Una via di mezzo, non chiedo altro!
Ma poi il bambino nasce e la madre si sente allora in diritto di ostruire le corsie dei supermercati, già non particolarmente larghe. Si piazza lì col suo culone post-partum e il suo passeggino proprio in mezzo agli scaffali e se tu timidamente cerchi di passare lei prima ti ignora e poi ti guarda con uno sguardo misto di incredulità e di impossibilitazione all'azione. Come dire: "io ho un passeggino... mi spetta il 25% della superficie calpestabile del negozio". Arrogante e prepotente. A meno che durante il parto non sia uscito inavvertitamente anche il cervello, dovresti essere in grado di formulare, per esempio, l'ipotesi di piazzare il dannato passeggino accanto a te anziché dietro di te... E io potrei almeno strisciare e prendere quello che mi serve! E dico strisciare perché comunque, anche senza passeggino tra i piedi, rimarrebbe sempre il culone!
La situazione peggiora con l'entrata del pargolo, ormai cresciuto, a scuola.. Anzi, non tanto con l'entrata, il problema è più che altro quello dell'uscita da scuola. Ovviamente in quanto madri queste donne hanno la facoltà di non rispettare le regole che noi poveri stolti automobilisti non ancora riprodotti dobbiamo invece osservare. Quindi via coi parcheggi in doppia fila, sul marciapiede, in mezzo alla strada "perché tanto ho messo il blinker...". Già perché con 4 luci lampeggianti ovviamente la tua auto si smaterializza, no? Non intralcia più così! Brava! E poi pur essendo già in piena invasione della tua carreggiata cosa fa? Comincia a far salire la prole, allaccia cinture, seggiolini, dispensa succhi di frutta, merendine, si sincera di com'è andata la giornata, rassetta i sedili posteriori, e il tutto con la portiera bella spalancata. Già sei in mezzo alla strada, abbi almeno la decenza di levarti il prima possibile! Invece ti vede ferma dietro alla sua macchina, i vostri sguardi si incrociano.. tu vorresti ucciderla, perché è così, è inutile girarci attorno. Per te una persona che si comporta in questo modo non merita di vivere come tutte le altre... E lei invece che scusarsi (e in quel caso l'avresti pure perdonata nella tua somma magnanimità) si secca pure! Cioè quella che rompe le scatole non è lei che intralcia il traffico di tutta una strada ma tu che casualmente passi di là e vorresti non doverci prendere la residenza per i prossimi 5 anni!
E parliamo dello sguardo di condiscendenza che ti lanciano quando i loro pargoletti corrono e urlano per tutto il ristorante? Tu le stai guardando con chiaro ghigno malefico e aria di rimprovero e loro ti guardano come a dire "quanto è adorabile il mio bambino!"
Già è adorabile. Un dono del cielo. E farà grandi cose nella vita. Perché io ho addosso un completo di Stella McCartney. E se il tuo adorabile bambino solo mi sfiora con quelle mani appiccicose di Dio-solo-sa-cosa sarà il primo essere umano nella storia a diventare un satellite naturale della Terra...

mercoledì 16 novembre 2011

Style Crush : Brooke Davis




Direi che il primo "Style Crush" spetta di diritto a Brooke Davis di One Tree Hill. Anzi, per la precisione alla Brooke Davis dalla stagione 5 in poi. So che può sembrare singolare la scelta di un personaggio piuttosto che di un'attrice ma il problema con attrici e cantanti è che ultimamente tendono a vestirsi in modo stratosferico per serate di gala e premières, mentre vanno in giro barboneggiando nella vita di tutti i giorni.
Ah, naturalmente questo è il problema delle cantanti... perché invece il problema dei cantanti è piuttosto quello di riuscire ha trovare un'autovettura abbastanza grande da poter contenere il loro ego smisurato... Avete mai notato che girano in pullman quando vanno in tour? Non è mica un caso...

 Comunque, tornando a noi... Per chi non conoscesse One Tree Hill, e fa male, tra la quarta e la quinta stagione c'è uno sbalzo temporale di circa 4 anni per cui se le prime stagioni si svolgono ai tempi del liceo (con conseguente look dei protagonisti), nella quinta ritroviamo il personaggio di Brooke Davis cresciuta ed intenta a gestire la sua linea di moda. Ha un look sofisticato ed elegante ma al tempo stesso moderno e accessibile.

Direi che il punto di forza è proprio l'aspetto curato, polished, dell'insieme, trucco e taglio di capelli compresi. Inoltre pur essendo tutte mises indubbiamente costruite nel dettaglio, le trovo piuttosto "portabili" e replicabili anche nella vita di tutti i giorni.. o quasi! Per tanti giorni (e tante persone) sarebbero perfino sprecate!
 Questi sono solo alcuni dei mei look preferiti ma per una panoramica completa vi consiglio il sito Tree Hill Style che raccoglie tutti i look dei personaggi della serie e li analizza nel dettaglio!





Screencaps by sophiabush.net

sabato 12 novembre 2011




Al mondo esistono due tipi di ragazze, le cronicamente single e le costantemente accasate.
Io, modestamente, mi ritengo un’esponente di spicco della prima categoria per cui so che il mio giudizio potrà sembrare di parte, e infatti lo è, ma... andiamo, ammettiamolo... Le amiche single sono molto più divertenti da frequentare rispetto a quelle che fanno una vita di tipo matrimoniale da quando avevano 17 anni! Insomma,  con le prime un ipotetico aperitivo verterebbe su storie sentimentali improbabili, aneddoti ai confini della realtà, drammi, colpi di scena, il tutto narrato con quel pizzico di autocommiserazione e di ironia-che-nasconde-la-devastazione-emotiva che ci farà tornare a casa di buonumore, sì per le risate fatte assieme, ma soprattutto per lo slogan  “mal comune mezzo gaudio” che avremo stampigliato nel cervello. Le cronicamente single infatti, malgrado la scarsità di materiale maschile a disposizione, hanno questa fantastica tendenza a ritrovarsi in situazioni assurde e di rimorchiare, quelle rare volte in cui succede, i personaggi più improbabili della galassia per aspetto, abbigliamento, mestiere, conoscenza zoppicante delle regole grammaticali di base della propria lingua madre e (e questo è un tasto dolente per la sottoscritta), credo politico. A prescindere da orientamenti e colori il soggetto di turno avrà sempre, sempre, posizioni indifendibili. E il bello è che più questi personaggi saranno improponibili, più saranno integerrimi! E siccome noi siamo buone e ci dispiace ferire i sentimenti altrui, andremo senz’altro ad impelagarci in situazioni che i creatori di Friends potebbero solo sognare in una notte di febbre alta.
Ma poi soprattutto com’è che si dice? Single una volta, single per sempre! E intendiamoci il termine single è solo un eufemismo per il più appropriato zitella... In sostanza a forza di essere single diventi “zitella dentro” e anche nei rari, e sottolineo rari, momenti in cui puoi contare su una vaga presenza maschile in un raggio d’azione non troppo esteso, non ti smentisci mai. E’ così che ti ritrovi ad una serata, per mano ad un ragazzo veramente stupendo, a commentare nel modo più idiota possibile con un’amica seduta di fronte a voi il film “Come farsi lasciare in 10 giorni”, con Matthew McConaughey (che si commenta invece ampiamente da sé) e Kate Hudson, ovvero: “Mah, veramente a me tante volte ne bastano anche solo 3!” Tristemente vero ma forse poco consono alla situazione.. Oppure a rispondere “non è vero” a un complimento, o a replicare “non sono un buon acquisto!” dopo il primo, alquanto inaspettato, bacio. A mio discolpa devo dire che eravamo in pieno periodo di calciomercato e che alla fine avevo ragione perché sono decisamente un ottimo acquisto in generale ma di sicuro non quello giusto per lui. Infatti al momento sta con una brutta, il che è tutto dire.
Le fidanzato-dipendenti invece sono molto più tristi e noiose! E non sto necessariamente parlando di quelle che hanno relazioni che durano ormai da secoli ma di quelle che, pur con persone diverse, di riffa o di raffa sono sempre impegnate stabilmente! Ho sentito recentemente un’amica di cui avevo perso traccia dai tempi del liceo. Convive felicemente, in un bell’appartamento, con il suo ragazzo. Dopo i primi 5 canonici minuti d’odio mi sono resa conto che già dieci anni fa aveva un fidanzato di lungo corso che poi mollò (o da cui fu mollata, in questi casi non si sa mai esattamente...). Venni a sapere della loro rottura leggendo una lettera nella quale mi annunciava contestualmente il pronto rifidanzamento con un altro. Un po’ come quando uno cambia macchina... Insomma la dà dentro al concessionario quando ritira la nuova, sennò come ci va al lavoro? E la stessa cosa vale per gli uomini, che pur giovani e mediamente prestanti (requisito che si raggiunge facilmente, visto il periodo di crisi globale), saltano di relazione “seria” in relazione “seria” con soluzione di continuità, parlano di bambini.. di matrimonio! Insomma, dove accidenti sono finiti gli uomini allergici a legami e vetrine di gioiellieri?!?  Okay, forse nel loro caso si può dire che ricercano la figura materna, che morirebbero di fame se qualcuno non cuocesse loro un uovo sodo ecc. ecc. Ma le ragazze... perché? Insomma non dico di arrivare ai livelli di vita sociale delle quattro single newyorchesi più famose del mondo ma accidenti, un aperitivo, una seduta di shopping intensivo, del sano gossip venato di perfidia e cattiveria che ci farà probabilmente bruciare all’inferno! Rinunciare a tutto questo così presto e in maniera così assoluta? Ridursi a non avere mai niente da raccontare che non includa anche LUI, LUI, LUI, LUI? Avere costantemente bisogno di “stare” con qualcuno perché in fondo non si è capaci di stare da soli?
Certo, noi Die-Hard-single siamo sicuramente instabili, squilibrate e disfunzionali ma quelle che dovrebbero “ mettere la testa a posto” non siamo certo noi, mie care...